“Vera” di Elisabeth von Arnim

Sono sposata da tredici anni e mio marito è la mia dolce metà, non è perfetto, ma ha tanti pregi: è paziente, intelligente e soprattutto tranquillo e sicuro di se. Io che sono sempre espansiva, insicura, vulcanica e chiacchierona trovo in lui la giusta compensazione. Carlo è completamente diverso rispetto al protagonista cinico, paranoico ed odioso di “Vera” di Elisabeth von Arnim, tradotto da Sabina Terziani ed edito da Fazi.

Ewerard rimasto vedovo, incontra la giovane Lucy e se ne innamora. Affascinato dalla sua ingenuità e immaturità, la ragazza diventa una vera ossessione per l’uomo che fa di tutto per sposarla e portarla a vivere nella casa dove viveva con la prima moglie Vera. Per lui è fondamentale poter plasmare la donna sulla base delle sue manie rendendola completamente incapace di opporsi a qualsiasi sua decisone.

A mio avviso, la bellezza dell’opera non sta tanto nella storia in sé, ma nell’abilità dell’Arnim di indagare ed analizzare la psicologia dei personaggi in modo profondo e dettagliato attraverso una scrittura scorrevole ed armoniosa. Nonostante non ci siano dialoghi, la lettura è snella ed elegante, perfetta per far entrare il lettore nel mondo dei personaggi.  Ho faticato a staccare gli occhi da questo libro perché volevo vedere fino a che punto si poteva spingere la follia di Ewerard e la capacità di Lucy di non reagire.

Un romanzo molto attuale, raffinato in cui la donna non trova la forza di fuggire e accetta la continua violenza psicologica, giustificandola come atto d’amore.

Qual è il personaggio più antipatico che avete trovato nel corso delle vostre letture?

Questo articolo ha un commento

  1. Michela

    La mia prossima lettura!! Non vedo l’ora di cominciarlo !

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