“Quel che si vede da qui” di Mariana Leky
“Quel che si vede da qui” di Mariana Leky
“Quel che si vede da qui” di Mariana Leky

“Quel che si vede da qui” di Mariana Leky, tradotto da Scilla Forti ed edito da Keller è il libro che mi ha tenuto compagnia durante il week end trascorso a casa.

La storia di Selma e di sua nipote Luise mi ha trasportato con l’immaginazione in un paese fantastico e meraviglioso, dove la natura fa da sfondo in “una sinfonia di verde, azzurro e oro” alla vita dei suoi abitanti.  Ogni volta che Selma vede in sogno un opaki, qualcuno lì intorno muore nel giro di ventiquattrore, minuto più minuto meno e nel lasso di tempo che intercorre tra il sogno e il compimento del triste fato, tutti i cittadini vivono in uno stato d’agitazione.

“Gli abitanti del paese erano irrequieti, glielo si leggeva in faccia per quanto la maggior parte di loro cercasse di non farlo notare. Quella mattina, a poche ore dal sogno di Selma, si muovevano come se il suolo fosse completamente ricoperto di ghiaccio nero …Si muovevano come se non avessero alcuna confidenza con i loro stessi corpi…. Per tutto il giorno diffidarono della propria vita e, nel limite del possibile, di quelle altrui”.

Prima di leggere questo romanzo non sapevo che esistesse un animale chiamato: opaki. Dopo essermi documentata, ho apprezzato tanto la scelta dell’autrice di utilizzare lo stratagemma del sogno premonitore in cui, appare questo insolito mammifero per mettere a nudo le vite e le debolezze della comunità di un luogo originalissimo del Westwald.

Arrivata alle ultime pagine, avrei voluto che il romanzo continuasse perché mi dispiaceva abbandonare i personaggi a cui mi ero tanto affezionata. Selma, Luise, l’ottico, Palm e Frederick mi hanno regalato sorrisi, spunti di riflessione e strappato anche qualche lacrima con le loro vicende e personalità bizzarre, ma autentiche.

Selma è una figura straordinaria, una donna forte, coraggiosa e generosa che diventa un punto di riferimento per gli altri e per la giovane Luise. Non si lamenta mai e ha la saggezza e l’esperienza che le fanno affrontare i momenti felici e tristi con la giusta distanza. È la nonna che tutti vorremmo; al suo fianco, la giovane Luise cresce, matura e scopre l’amore. Quest’ultimo può essere inconfessato, palesato o muoversi per sentieri tortuosi di fronte alla mareggiata della vita.

Mariana Levy ha scritto una fiaba dei nostri tempi brillante e poetica, mai sdolcinata in cui, attraverso la fantasia, ha affrontato tematiche esistenziali di grande importanza come: amore, amicizia, perdita e speranza.

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