” La sostanza instabile” di Giulia Lombezzi edito da Giulio Perrore Editore è il romanzo d’esordio di una nuova voce della narrativa italiana. Finalista al Premio Calvino 2020.

"La sostanza instabile" di Giulia Lombezzi
“La sostanza instabile” di Giulia Lombezzi

“E per salvarsi non ci sono regole, e nemmeno cortesia: prima ti metti in salvo, poi tiri il fiato, ti guardi intorno e vedi la tua salvezza quanto è costata. A chi è costata”.

È estate e Minerva tiene stretto il ramo d’ulivo mentre osserva piazza Sempione al tramonto:

“Le persone che Minerva guarda dall’alto della sua postazione secolare hanno righe rosse, bianche e verdi pitturate in faccia, magliette blu, striscioni e bandiere, altoparlanti, copricapi, trombette e vuvuzela”.

Stasera c’è la partita e giovani, coppie, genitori, bambini stanno cercando la loro postazione per godersi lo spettacolo. La dea si concentra sui dettagli. È uno dei suoi molti passatempi di statua.

Italia – Francia si sfidano davanti a un pubblico eterogeneo di tifosi.

Marco è lì con tutta la famiglia, è agitato e non capisce bene l’entusiasmo esagerato dei suoi genitori e dei suoi fratelli. Serena è in compagnia di Matilde e un gruppo di amici. Sarebbe rimasta volentieri a casa, ma come al solito l’esuberanza della sua compagna di avventure le ha impedito di far valere la sua idea. Flavio è venuto da Bologna per far contento suo papà e stare un po’ con lui dato che si vedono poco. E poi c’è Caterina che ha accompagnato il marito Damiano, ha indossato le scarpe sbagliate con il tacco e si sente fuori luogo tra tutta quella gente e davanti al maxischermo.

Tutto sembra filare liscio. Sembra!

Improvvisamente un botto, un boato e la confusione.

Come si reagisce nel momento in cui si ha paura? Chi diventiamo quando temiamo che la nostra vita sia in pericolo? Cosa e chi siamo disposti a sacrificare per la nostra incolumità?

Giulia Lombardi con la sua scrittura coinvolgente e diretta descrive i comportamenti dei suoi personaggi e non fa sconti a nessuno. Il pensiero di tutti è quello di mettersi in salvo. Non c’è spazio per l’altruismo, la generosità e la pietà.

La notte degli europei è la notte della verità. Il giorno dopo, quando tutto è finito, la piazza è vuota, Minerva è ancora al suo posto e restano solo i cocci da raccogliere.

Marco non si dà pace, non si capacita di come sia potuto scappare senza cercare di aiutare chi era in difficoltà. Serena si sente in colpa perché non ha protetto Matilde, lasciandola a terra in fin di vita e Caterina scopre che suo marito l’ha abbandonata in preda alla furia per poi tornare a cercarla solo quaranta minuti dopo.

Che ne sarà di questi individui dopo il trauma vissuto?

Le ferite si rimargineranno pian piano e ognuno riprenderà la sua esistenza, andrà avanti e di quel torrido luglio resterà solo un ricordo lontano.

Un romanzo consigliato a chi non teme di ascoltare l’indicibile e che non teme di scoprire quanto si possa diventare pericolosi trovandosi vicini alla morte.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Michela

    È stato troppo carino lo consiglio a tutti!!

  2. Giorgia

    mi fa molto piacere. grazie

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