La saga famigliare di Luciana Boccardi, una donna straordinaria, studiosa di moda e di costume firma di riferimento de “Il Gazzettino”.

“La signorina Crovato” di Luciana Bocciardi

Luciana Bocciardi nasce il 2 Ottobre 1932 in casa perché a quel tempo “una signora perbene partoriva in casa: in ospedale partorivano solo le poche di buono o le donne in condizioni d’indigenza.”

Accolta da una famiglia numerosa dove non mancano amori e dissapori, Lulù detta anche Lu trascorre i suoi primi tre anni di vita circondata dall’affetto dei nonni e dei genitori.

Nel libro “La signorina Crovato” edito da Fazi, l’autrice con un gran piglio narra una storia che ha il sapore della tradizione e che trasmette positività e buon umore

Le diverse posizioni politiche, i battibecchi tra consuocere, l’amore travolgente tra la bella Marcella Salvadori e il clarinettista Raoul Masin Crovato sono alcuni degli argomenti che introducono il lettore ad un romanzo di formazione dalla trama ricca e avvincente.

“La signorina Crovato” non è tuttavia una favola e l’apparente idillio iniziale viene ben presto sostituito dalle difficoltà e dai problemi. L’adorato papà di Giuliana in seguito ad un incidente resta gravemente ferito e sua mamma deve occuparsi di lui.

“Era quasi l’alba di quel primo giorno dopo la disgrazia. Sembrava che una bufera stesse costringendo tutti a scappare. Mamma mi aveva infagottata per proteggermi dal freddo e sui vestiti aveva gettato una copertina di lana presa dal letto… Fuori era ancora buio e faceva tanto freddo. Una nebbia fittissima attenuava il suono delle voci – rendendo surreale il tragitto, per fortuna breve, tra Sant’Agostino e San Rocco”.

A fare da sfondo alla saga famigliare della protagonista è Venezia con i suoi canali, i suoi ponti e la sua provincia con la campagna e i paesini dove lo spirito veneto si respira in ogni angolo.

In questi luoghi Giuliana trascorre diverso tempo e si sente spesso abbandonata, ma dopo lo sconforto, in lei prevale la forza e la determinazione di reagire e di non lamentarsi troppo.

Il suo atteggiamento nei confronti delle avversità è quasi stoico, si rimbocca sempre le maniche, impara tanti mestieri e non si abbandona a piagnistei. Nonostante l’assillo della miseria non si lascia scoraggiare e, se serve guadagnare per aiutare i suoi cari lei diventa contadina, apprendista parrucchiera, ricamatrice.

Ho apprezzato questa sua tenacia e questa sua tempra, quella di donne che hanno conosciuto la fame, la guerra, la povertà ma anche la forza dei legami parentali, della solidarietà e dell’altruismo.

“La signorina Crovato” tra finzione e realtà è un libro di speranza e un messaggio rivolto ai giovani. Luciana riesce ad affermarsi in un periodo difficile della nostra Storia, diventa dattilografa e arriva a lavorare per la Biennale. Tanta fatica, tanti sacrifici e un risultato importante: essere fieri di se stessi.

“Una delle cose che mi piacevano, del mio nuovo lavoro, era che tutti mi trattavano con rispetto. Il principale, il magazziniere, il perito dell’assicurazione, tutti mi chiamavano “signorina Crovato”. Era un attestato di stima che mi rendeva orgogliosa di me stessa”.

Un romanzo consigliato a chi cerca una lettura che ha un gusto retrò e al contempo una grande attualità.

Questo articolo ha un commento

  1. Teresita

    Proposta molto interessante, lo metto in nota👍🏻

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