“Il morso della vipera” di Alice Basso
"Il morso della vipera" di Alice Basso
“Il morso della vipera” di Alice Basso

Ho da poco terminato un romanzo su cui avevo alte aspettative e devo dire che sono rimasta molto soddisfatta. 

Dopo aver letto le avventure di Vani Sarti, ero curiosa di conoscere Anita, la nuova protagonista de “Il morso della vipera ” di Alice Basso edito da Garzanti.

Questa giovane torinese è simpatica, brillante e bella. Si compiace del suo aspetto fisico, poi pian piano scopre che le piace essere apprezzata anche per la sua arguzia e la sua determinazione.

Le sue qualità le permettono d’indagare su un caso di ingiustizia e comprendere meglio il periodo storico in cui vive durante il quale il fascismo è in piena espansione e il cattivo non viene quasi mai sconfitto.

Anita diffida dei giornali e dei libri che ormai non fanno che compiacere il regime, ma quando decide di voler lavorare prima di sposarsi, non avendo esperienza, si deve accontentare del posticino da dattilografa presso una casa editrice che pubblica la famosa rivista “Saturnalia”.

Il mondo delle sparatorie, dei misteri, dei detective che indagano e bevono whisky o “uischi” come dice lei che ha l’abitudine di italianizzare tutte le parole straniere, è anni luce lontano da quello che è il suo ambiente, ma presto diventa motivo di soddisfazione personale e di curiosità.

Nel trascrivere i racconti che le detta l’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, Anita si rende conto che ci sono storie interessanti e diverse da quanto immaginasse e ne rimane sempre più affascinata.

“In sette giorni e mezzo Anita impara due cose. La prima è che le storie che deve trascrivere sono belle… sono storie che mostrano lo sporco sotto il tappeto. Mai Anita avrebbe detto che lo sporco sotto il tappeto potesse essere così appassionante …”

“Il morso della vipera” è un libro brillante, fresco e originale, che sottolinea l’utilità dei libri per essere liberi e per poter affermare la propria indipendenza. Molto interessante anche l’ambientazione nella Torino del 1935 quando il fascismo impone le sue regole e i suoi diktat. Grazie alla lettura del prologo ho avuto modo di sapere che Mussolini, non amando il genere giallo, ha messo negli anni in cui è stato al potere, diversi paletti: i colpevoli devono essere stranieri e il poliziotto italiano deve trionfare in fretta.

Ringrazio Alice Basso per avermi fatto conoscere questa sua nuova eroina e per aver arricchito il mio bagaglio culturale con le sue interessanti ricerche. Non vedo l’ora di leggere una nuova peripezia di Anita …. Santa polenta! (come direbbe la diretta interessata).

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