" Il libraio racconta" Intervista ad Andrea Nanni
” Il libraio racconta” Intervista ad Andrea Nanni

Ciao Andrea! Benvenuto alla rubrica #illibraioracconta.

Ti presenti velocemente agli amici di “leggere e rileggere”?

Mi chiamo Andrea Nanni, faccio il libraio da molti anni e da ancora più anni amo i libri ed i fumetti. Ho avuto la fortuna di crescere in mezzo ai libri, mio nonno Arnaldo rilevò quella che adesso è la Libreria Nanni nel 1928, i suoi studi si erano fermati alla terza elementare, eppure ho conosciuto pochissime persone che amassero i libri quanto lui. Era un grande appassionato di storia, leggeva molto nel tempo libero e nei nostri incontri non dimenticava mai di chiedermi cosa stessi leggendo in quel momento.

Negli anni in cui frequentavo il liceo, dalla fine di agosto all’inizio della scuola, davo una mano in libreria per la vendita dei libri di scuola e dai primi anni ’90 è diventato il mio lavoro.

Ho avuto la fortuna di conoscere diverse realtà, perché ogni libreria è diversa, mi piace dire che ogni libreria ha un’anima quindi, dopo gli esordi alla Libreria Nanni, sono stato undici anni alla Libreria Duomo, in Via Indipendenza. Era una libreria che lavorava soprattutto nelle ore serali e rimaneva aperta fino a mezzanotte. Quando, nel giro di pochissimo tempo, sono stati chiusi tutti i cinema della strada, la libreria ha perso molto del suo potenziale.

Nel 2005 ho aperto la Libreria dei Colli, in una zona residenziale di Bologna che aveva anche una vocazione commerciale, visto che esistevano diversi negozi sufficienti a soddisfare la spesa quotidiana, una grossa banca, ed il parco pubblico più importante della città.

Nel 2019, a malincuore, quando ormai gli altri negozi avevano chiuso da tempo, mi sono dovuto arrendere e sono venuto alla Libreria Nanni, finalmente. Ancora mi sto guardando intorno, cercando di capire come integrare al meglio le mie competenze con le caratteristiche di questa libreria. Mi ritengo fortunato perché lavoro con persone competenti e disponibili.

Dal mese di luglio del 2020 curo una trasmissione radiofonica dedicata ai libri su Radio Italia Anni 60, esperienza molto stimolante ed anche divertente.

La tua libreria ha una ricca storia e in ruolo importante per la città di Bologna, da sempre attenta e aperta al mondo culturale. Quanto è importante mantenere un legame tra tradizione e innovazione?

La libreria Nanni racchiude in realtà diverse anime, quella antica è molto forte, non le permette di avere tutti i libri esposti in consultazione, questo perché gli arredi sono studiati per essere funzionali anche durante la campagna dei libri di scuola, per noi da sempre molto importante. Cerchiamo quindi di mettere in evidenza libri di qualità, ovvero quelli che ci piacciono. Visto che i tempi sono cambiati, il catalogo dei libri non più in commercio, di difficile reperibilità, edizioni rare, non è più cartaceo, ma presente sul sito della libreria e suoi principali siti di settore.

Immagino che avrai molte soddisfazioni, ma anche difficoltà nello svolgere un lavoro affascinante, ma al contempo complesso. Quali sono le tue sfide quotidiane più frequenti e con quale spirito le affronti?

La sfida principale, al momento, è quella di comunicare e trasmettere al pubblico il fatto che non siamo solo una libreria scolastica o antiquaria ma siamo una libreria dove i lettori possono tranquillamente chiedere consigli, di diversi generi letterari, a librai preparati.

Chissà quante persone avrai conosciuto in questi anni. Mi racconti quali figure ti hanno maggiormente colpito e lasciato un ricordo arricchente?

Nella mia vita professionale ho conosciuto tantissime persone capaci di influire sul mio modo di lavorare o di rapportarmi ai clienti. Tra i tanti voglio ricordare Carmine Marchesi, lo storico direttore della Libreria Nanni, capace di lavorare nell’azienda della nostra famiglia per settant’anni, se non è un dato da Guinness poco ci manca. Non perdeva mai la calma, era un vero maestro nel gestire la pressione nei momenti di grande lavoro, aveva una memoria pazzesca ed una grande conoscenza del mercato antiquario e scolastico. Voglio inoltre ricordare Luciano Roverati, direttore della Libreria Rizzoli di Bologna, che ho avuto la fortuna di conoscere più a fondo quando ha collaborato con la Libreria Duomo.

Nella tua libreria si respira un’aria magica, un sogno, non solo libri di narrativa contemporanea, ma anche classici, opere di nicchia. Quale settore curi con maggiore attenzione?

Il settore che curo con più attenzione è quello dedicato alla narrativa, italiana e straniera, e quello dei libri fuori catalogo, possibilmente prime edizioni di importanti autori italiani.

“La bellezza salverà il mondo” scriveva Dostoevski, tu che ne sei circondato ogni giorno, cosa mi dici al riguardo?

Penso che l’unica bellezza in grado di salvare il mondo sia quella della libertà, libertà di pensiero, libertà di opinione. I libri e la parola scritta in generale sono la più alta forma di libertà presente nella nostra vita. Sono infatti le prime cose che vengono controllate, censurate e bloccate quando un paese passa dalla democrazia alla dittatura. Mi piacerebbe che tutti si rendessero conto di questo, un popolo che non legge è più facile da controllare, quindi LEGGIAMO e NON facciamoci controllare.

Con me sei stato un ottimo padrone di casa e mia hai fatto sentire accolta, coccolata. Quanto è importante a tuo avviso la cura del cliente e una consulenza il più possibile personalizzata?

La cura del cliente è molto importante, in tutte le librerie, nelle librerie indipendenti diventa fondamentale. Pensate che quando prenoto le novità, in modo automatico già penso a chi posso consigliare il dato libro. Una delle caratteristiche più piacevoli del mio mestiere è poter creare con i clienti dei percorsi di lettura ed immaginate la mia soddisfazione quando, dopo averlo fatto con i genitori, ho il privilegio di accompagnare le nuove generazioni di lettori nelle loro scelte.

Tra le tue mani passano tanti libri. Quali sono i tre che ti senti di consigliare perché ti sono arrivati al cuore e all’anima?

E’ molto difficile scegliere tre libri tra i tanti che ho amato, ci provo comunque, lasciandone un quarto in panchina solo per il fatto che da molti anni non viene ristampato. Cyrano de Bergerac” di Rostand, la più bella storia d’amore mai raccontata; le poesie di Mariangela Gualtieri pubblicate da Einaudi; “I vent’anni di Luz” di Elsa Osorio, pubblicato da Guanda, romanzo che descrive meglio di molte opere di saggistica gli anni della dittatura militare in Argentina. In “panchina” metterei “L’uomo di Filadelfia” di Richard Powell, saga familiare e romanzo generazionale, capolavoro dello scrittore ma di difficile reperibilità.

Grazie per la tua disponibilità, come ultima domanda ti chiedo se c’è una libreria in Italia, a parte la tua, che merita di essere conosciuta.

Ci sono tantissime librerie che meritano di essere conosciute e non voglio nominarne una in particolare. Quelle che preferisco hanno tutte una caratteristica, quando le visito posso confrontarmi con un libraio, non importa che queste siano indipendenti o “di catena”, l’importante è che abbiano questa rara figura professionale, preziosissima per gli editori e per i lettori.

Libreria Nanni
Via Dè Musei, 8, 40124 Bologna
T. 051 221841
Mail: info@libreriananni.it
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