La storia di una donna che dopo un forte lutto si rimette in gioco e cerca di essere ancora felice.

” Una volta si osservava il lutto per settimane, addirittura mesi. Le donne si vestivano di nero per esprimere il loro dolore, nascondevano il viso dietro lunghe velette ed erano proibiti i gioielli, a eccezione di quelli in legno scuro. Gli uomini mettevano un nastro nero attorno al cappello… Tutti interrompevano le loro attività e si riunivano in famiglia. C’era un tempo per curare il dolore, per ricordare, per dire addio come si deve. Oggi, la routine deve riprendere appena dopo il funerale: il lavoro, le bollette da pagare… La società non ha più tempo per il lutto”.

Nell’ultimo romanzo di Mélissa Da Costa ” I quaderni botanici di Madame Lucie” edito da Rizzoli Amande la protagonista, decide di rifugiarsi nella casa che ha affittato nelle campagne francesi dell’Auvergne per superare il dolore della perdita del marito e della bambina che portava in grembo.

Il tempo è fondamentale, senza fretta e in solitudine Amande trova la strada giusta per la rinascita. Il suo percorso non è semplice, ma la vita le offre una seconda possibilità. Una nuova vita a contatto con la natura, una maggiore consapevolezza di sè e tanto coraggio le consentono di tornare a provare un po’ di gioia.

“Per essere felici non si deve nascondere la tristezza”

Amande resta al buio, piange, ripensa al passato, a quello che aveva e che oggi non c’è più, la sua disperazione e il suo nodo alla gola ti fanno commuovere ed entrare in sintonia con lei. Come si può sopravvivere al lutto? L’autrice Mèlissa Da Costa sceglie la natura, l’orto e piccoli impegni quotidiani. Leggendo le agende di Madame Lucie, Amande trova un punto di partenza.

Apre le imposte, si affeziona a un gatto randagio, invita gli ex allievi e i genitori del marito defunto nel suo nuovo mondo. In particolare si dedica all’orto abbandonato, alla terra e i consigli lasciati per iscritto dalla vecchia proprietaria di casa Lucie diventano fondamentali. A fatica interra il primo seme e quando vede ne spuntare il germoglio capisce che c’è ancora spazio per un po’ di speranza.

“Lascia entrare” , ” celebrare “ e infine “condividere “ sono gli obiettivi che con fatica Amande raggiunge giorno dopo giorno.

“Chiudere le porte e custodire il tesoro è qualcosa che appartiene all’inverno. La primavera è arrivata. E la prova è il messaggio scritto nero su bianco sulla parete della mia cucina: condividi“.

La storia di Amande è toccante, commovente e delicata. Sono entrata subito in empatia con questa donna disperata la quale dopo il dramma che le stravolge l’esistenza , vaga da una stanza all’altra, imbottita di sonniferi e senza nessun punto di riferimento. Ho sofferto con lei e ho gioito per la sua rinascita nella casa nel bosco che diventa terapeutica , con il suo fascino, la sua tranquillità il colore degli alberi e il profumo dei fiori le trasmettono la serenità necessari.

“I quaderni botanici di Madame Lucie” è un libro che non si dimentica facilmente per i suoi personaggi, non solo Amande ma, anche tutta la famiglia Luzin. I suoceri, i cognati della protagonista sono uniti e sempre disponibili ad aiutare e a essere confortati. Mèlissa Da costa con le sue pagine ci invita ad aprire gli occhi e il cuore.

Come le piante hanno bisogno di cure e attenzioni quotidiane, ognuno di noi necessita di amore. Amalie impara a volersi bene , ad apprezzare la luce e il paesaggio che la circonda e a nutrire il suo spirito della bellezza dei piccoli gesti

Consigliato a tutti coloro che si sono persi e stanno cercando la loro strada!

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