“Dieci storie quasi vere” di Daniela Gambaro
"Dieci storie quasi vere" di Daniela Gambaro
“Dieci storie quasi vere” di Daniela Gambaro

Non sono mai stata una grande amante dei racconti, ma negli ultimi tempi mi sono ricreduta e li ho rivalutati. Hanno il pregio che, non essendo troppo lunghi, li puoi leggere la sera prima di addormentarti senza fare troppo tardi e, quando ben scritti, riescono a riassumere concetti, senza lunghe digressioni, andando dritti al punto.

La raccolta di Daniela Gambaro “Dieci storie quasi vere” edito da Nutrimenti mi è piaciuta molto perché, attraverso la forma del racconto, parla di tanti personaggi, affronta tematiche diverse e descrive episodi che possono accadere ogni giorno nella vita di ognuno di noi. Si entra in empatia con le storie narrate perché in fondo potrebbero essere le nostre.

“Giavasco” mi ha colpita per la delicata descrizione del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, periodo nel quale non si sa ancora bene quale è il proprio posto nel mondo, non si è più piccoli e non si è ancora adulti e iniziano i primi contrasti con i genitori.

“Il Signor Avezzù pensava” è uno spaccato di tante famiglie in cui la donna, dopo aver avuto dei figli, non torna al lavoro, resta a casa insoddisfatta e si ritrova a confidarsi con il giardiniere piuttosto che con il marito. È più facile parlare con uno sconosciuto che non può giudicarti o criticarti.

“La Llorona” è una spiaggia messicana in cui la protagonista cerca un po’ di sollievo alla disperazione di aver dimenticato la figlia in macchina e averla ritrovata senza vita. Leggere questa parte mi ha commossa perché mi sono sentita partecipe del dolore lancinante di questa madre che non si riesce a perdonare.

“Aderenze” è uno dei racconti, a mio avviso più riuscito, in cui una babysitter che mangia pollo fritto, combina un sacco di guai e vuole diventare suora. Risulta tanto ingenua da suscitare tenerezza.

“Ballata della lingua inglese” descrive la trovata di due genitori che per non fare preoccupare il figlio asmatico decidono di parlare tra di loro in inglese. Tra fraintendimenti e complicità questa coppia mi ha strappato un buon sorriso.

Ci sono anche altre storie degne di nota, ma qui ho indicato quelle che mi hanno maggiormente colpita. La Gambaro ci offre un libro un cui c’è vita, sofferenza, gioia e verità.  La sua scrittura scenografica e fresca emoziona, coinvolge e arriva dritta al cuore. Mai banale e scontata e senza troppi fronzoli, ci accompagna nella quotidianità di gente comune in cui ci si può riconoscere.

Inoltre c’è la tartaruga, una presenza frequente. La incontriamo sul retro della copertina in una bellissima immagine, poi dispersa in un giardino e infine su una spiaggia caraibica dove ha deposto le uova e piange.

Non sapevo che questo animale emettesse un suono simile ad un lamento. “Dieci storie quasi vere” mi ha insegnato anche questo …

Questo articolo ha 5 commenti.

  1. Michela

    Lettura da mettere sotto l Albero!!

  2. Michela

    Lettura da mettere sotto l Albero!!

  3. Michela

    Lettura da mettere sotto l albero di Natale

    1. Giorgia

      Sono racconti molto ben scritti e con tante tematiche trattate. Un bel regalo per Natale e non solo.

  4. Michela

    Bella lettura per le vacanze natalizie

Lascia un commento