Caffè d’autore con Desy Icardi e il suo ultimo romanzo “La ragazza con la macchina da scrivere”.
Caffè d'autore con Desy Icardi e il suo ultimo romanzo "La ragazza con la macchina da scrivere
Caffè d’autore con Desy Icardi e il suo ultimo romanzo “La ragazza con la macchina da scrivere

Ciao Desy e benvenuta a #uncaffèdautore. Tu come lo gradisci il caffè? Amaro o zuccherato?

Zucchererei ogni cosa, salvo il caffè e il tè.

 “La ragazza con la macchina da scrivere” è il tuo secondo romanzo e il titolo che hai scelto è molto suggestivo anche perché la macchina da scrivere ha un ruolo importante per la protagonista del libro. Come ti è venuto in mente questo oggetto ormai un po’ vintage?

La ragazza con la macchina da scrivere è il secondo romanzo di una pentalogia sensoriale, ovvero cinque storie indipendenti tra loro ma collegate dalla presenza di alcuni personaggi ricorrenti, ognuna dedicata a un senso.

Se ne L’annusatrice di libri ho celebrato la lettura attraverso l’olfatto, ne La ragazza con la macchina da scrivere parlo di scrittura attraverso il tatto.

Non volevo tuttavia trattare la scrittura dal punto di vista creativo o emotivo bensì da quello fisico, ecco perché ho scelto come protagonista non una scrittrice ma una dattilografa. La macchina da scrivere è uno strumento concreto, meccanico, materiale; in una parola, tattile.

Dalia, la protagonista, nel corso della sua vita fa molte esperienze e da ragazza ingenua e sognatrice diventa   una donna matura e determinata in grado di prendere in mano il suo destino. Nel creare il suo personaggio ti sei inspirata ad una persona reale o è semplicemente il frutto della a tua fantasia?

Entrambe le cose: ho ricucito con la fantasia decine di ricordi di persone reali che, come Dalia, hanno vissuto la loro giovinezza all’epoca del fascismo e durante la seconda guerra mondiale. Storie di parenti, vicini di casa e amici di famiglia che ho avuto la fortuna di ascoltare quand’ero bambina.

Nel tuo libro il tatto è un senso che ha un significato speciale. Attraverso il tocco dei tasti della macchina da scrivere Dalia ricorda i due mesi precedenti il suo “piccolo incidente”.Come è nata l’idea di scrivere un romanzo sensoriale?

Principalmente dalla mia esperienza di lettrice, che è molto più ampia di quella di scrittrice. Quando leggo ricerco storie che non si limitino a narrare eventi, ma che siano in grado di trasmettermi sensazioni fisiche: profumi, suoni, consistenze…

Per me un libro deve essere  un’esperienza multisensoriale; un universo a cinque dimensioni, tante quanti sono i nostri sensi.

La storia che narri è ambientata a Torino e in vari luoghi del Piemonte e nel corso della lettura, a mio avviso, si percepisce il tuo amore per questa regione. Mi sbaglio o confermi questa mia impressione?

Certo, amo tantissimo Torino, Avigliana e gli altri luoghi citati nel romanzo, tuttavia, ambiento le mie storie in Piemonte anche per un motivo squisitamente pratico, cioè la conoscenza del territorio. Come si sente spesso ripetere, bisogna scrivere di ciò che si conosce, e le ambientazioni non derogano alla regola generale.

Nel romanzo il lettore incontra tanti personaggi interessanti, primo fra tutti l’avvocato Ferro che diventa un mentore per Dalia. Anche tu nella tua carriera di scrittrice hai avuto una figura di riferimento che ti ha aiutata nei momenti “difficili”?

Sì, ho un mentore eccentrico e geniale quanto l’avvocato Ferro; si chiama Massimo Tallone ed è uno scrittore di gialli e noir (generi  che, tra l’altro, difficilmente leggo), oltre che un bravissimo biblioterapeuta. È stato mio insegnante di scrittura e di biblioterapia, nonché  mio socio in alcuni progetti.  Facciamo lunghe chiacchierate, talvolta muniti di prosecco, e difficilmente concordiamo su qualcosa, ma si sa che ogni buona narrazione nasce dal conflitto.

Leggendo il libro mi sono molto affezionata alla famiglia Levi e alla governante Germana. A tu avviso quanto è importante essere circondati da modelli positivi e propositivi per affermare se stessi e realizzare i propri desideri?

Circondarsi di persone positive è sempre una buona cosa, ma anche i soggetti negativi e – perché no?  – ostili, possono avere una loro importanza nella nostra crescita personale.  Talvolta un rifiuto scalda l’animo e ci spinge all’azione più di un incoraggiamento.

“La ragazza con la macchina da scrivere” sta riscuotendo molto successo e per me sarebbe molto bello se ci fosse in futuro una trasposizione cinematografica. Se tu potessi scegliere,  quale attrice vedresti adatta al ruolo di protagonista?

Fatico ad associare i miei personaggi, ai quali nella mia mente ho dato un corpo e un volto, a persone reali; lascerei al regista il piacere di scegliere la sua Dalia.

Dopo aver trattato l’olfatto nel tuo primo romanzo “L’annusatrice di libri” e il tatto in questo, quale sarà il prossimo senso che intendi scegliere per il tuo prossimo libro?

Il mio prossimo romanzo avrà al suo centro l’udito e sarà ambientato in una biblioteca. Le biblioteche sono luoghi silenziosi, ma nel loro silenzio ogni più minuto suono si amplifica raccontando storie inaspettate.

Desy ti ringrazio per questa intervista e prima di salutarti ti chiedo qual è il tuo libro del cuore?

Le notti bianche di Fedor Dostoevskij.

Grazie per le risposte e la chiacchierata, spero che anche il caffè ti sia piaciuto….


Desy IcardiDesy Icardi, nata a Torino, città in cui vive e lavora, è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al Dams e dal 2006 lavora come cabarettista con lo pseudonimo di “la Desy”; è inoltre autrice di testi teatrali comici e ha firmato alcune regie.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Michela

    Bellissima intervista!!! Ho già letto il libro e mi è piaciuto tantissimo. Adesso aspetto il film !

  2. Emanuela

    Che bello questo vostro incontro, più che una intervista è sembrata una chiacchierata tra care amiche. Brava Giorgia e fantastica Desy Icardi che da vita a personaggi splendidi. Bellissima l’idea x il prossimo romanzo.

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